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About me

Chiara
Italianissima, vivo in Germania dal 1999. Sarei dovuta rimanere per un semestre e invece sono ancora qui, a dimostrazione del fatto che la vita è proprio imprevedibile!
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      • 7 Minestra di riso, patate e porri
      • 6 I bambini degli altri
      • 5 I bambini e l'imprevedibilità
      • 4 Propositi per il 2011
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Brezel a colazione

Le avventure di un'italiana in Germania

9 Come si cambia

31 March 2011

Qualche giorno fa ho aperto una scatola che avevo in cantina, una delle ultime rimaste dal trasloco e ritrovo tutti i miei libri di scuola.
E così ho riguardato i miei appunti e mi sono ritrovata in quinta liceo, l'anno per me più bello anche se faticoso, a studiare per la maturità. E ho ripensato a quanta fatica fatta per farmi piacere soprattutto la letteratura, che all'epoca trovavo di una noia mortale (ero più per le materie scientifiche in effetti).

Sfogliando arrivo tra i poeti del Novecento, Montale, e trovo questa, in assoluto la mia preferita :



Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.



E ora, leggendola con gli occhi di un adulto, penso che Montale sia un vero genio, le sue parole mettono i brividi.
Se allora mi avessero detto che quasi 20 anni dopo (!!!) avrei letto una poesia per il piacere di leggerla e soprattutto mi sarebbe piaciuta così tanto, non credo gli avrei creduto ;)

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Etichette: ricordi, riflessioni

8 Sapore di casa

24 March 2011

Ieri, passeggiando in una zona tranquilla, vicino a un piccolo fiume, sono passata di fianco a un albero che dava l'impressione di essere lì da un qualche centinaio di anni e avvicinandomi ho sentito un profumo particolare e ho capito: è il profumo che ha la legnaia della nostra casa di campagna! Ho avuto un attimo di vera nostalgia (e mi sono sentita molto Proust, insieme alle sue madeleines ;))

Tutto questo per dire che ci sono profumi e sapori che mi ricordano casa: profumi particolari, come la legna, o sapori particolari, come il sapore della focaccia calda che mi ricorda la colazione al bar a Genova (cappuccino e focaccia, magari alle cipolle -suona strano ma è buonissimissima!)

Qui il cappuccino si trova, magari non come in Italia, ma un degno sostituto (se non fosse per il prezzo, ma questo è un altro discorso). La focaccia genovese invece proprio no :( ma io che ho sempre le mani in pasta non mi sono persa d'animo e dopo aver letto milioni di ricette diverse, sono riuscita a crearne una che mi sembra funzioni perfettamente.

FOCACCIA GENOVESE

In pratica ho preso questa ricetta e usata come base, cambiando un po' il procedimento (che ho preso da qui)


  • 320 g di farina 
  • 200 g di acqua
  • 20 g di olio evo
  • 7 g di sale
  • 3 g di miele
  • una bustina di lievito di birra secco (7 g qui in Germania)
Mescolare l'acqua tiepida, l'olio, il sale e il miele con metà della farina. Aggiungere il lievito e il resto della farina. Impastare bene e a lungo (io uso l'impastatrice e lavoro l'impasto una decina di minuti); l'impasto rimarrà molto morbido (ma è così che deve essere).
Formare una palla, mettere a riposare su un piano infarinato, coperta con un telo da cucina, per dieci minuti circa.
Passati i dieci minuti, piegare la pasta in quattro e metterla sulla teglia unta d'olio; ungere anche la pasta in superficie in modo che non si secchi. Far lievitare un'ora (finché comunque il volume non sarà raddoppiato) in un luogo tiepido, senza correnti d'aria (io lo lascio nel forno con la luce accesa)
Tirare la pasta con le mani, senza schiacciarla troppo, in modo che occupi tutta la teglia e far lievitare ancora una decina di minuti.
Ora arriva il momento più importante: i classici buchi della focaccia genovese! Con le mani, premere sull'impasto formando dei buchi, salare con del sale grosso e versare sull'impasto dell'acqua fredda, tanto da ricoprirla abbondantemente (300-350 ml). Far lievitare ancora un'ora e intanto accendere il fuoco alla massima potenza (io uso il programma riscaldamento intensivo, con calore maggiore dal basso, a 300°C)
Infornare e cuocere finché non è appena colorata, togliere dal forno e spennellare di olio, rimettere in forno per un minuto, togliere e spennellare di nuovo e continuare così finché non è dorata (a me non piace molto cotta). Togliere dal forno, spennellare con dell'olio e far raffreddare su una gratella, in modo che rimanga croccante.

Il risultato è questo


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Etichette: Ricette, ricordi

7 Minestra di riso, patate e porri

23 March 2011

Uno dei miei propositi per il 2011 è ridurre i rifiuti ovvero consumare le cose che si hanno in casa  prima di comprarne di nuove.

Un paio di sere fa, guardando nel frigo alla ricerca di ispirazione, ho visto dei porri (che di solito uso in aggiunta ad altre verdure, ad esempio nel minestrone, dato che agli altri componenti della famiglia non piacciono :-\) e cercando un po' in internet ho trovato questa ricetta, che sarà sicuramente una ricetta "classica" ma che io non avevo mai fatto prima. L'ho provata ed incredibilmente è piaciuta a tutti!

Minestra di riso, patate e porri

2 porri

2 patate medie

un paio di manciate di riso (io conto di solito una manciata a persona più una per la pentola)

un dado vegetale (io uso quello biologico, che contiene solo sale, verdure e aromi naturali)

formaggio grattugiato (ho usato quello che in Germania chiamano Bergkäse -formaggio di montagna- simile alla fontina, ma più compatto e con un sapore meno forte)

Ho rosolato in olio evo i porri tagliati a metà e poi a rondelle sottili, aggiunto le patate a tocchetti, coperto d'acqua tiepida e aggiunto il dado sbriciolato. Fatto cuocere per una mezz'ora a fuoco basso, poi ho aggiunto il riso e portato a cottura. Alla fine ho aggiunto il formaggio, un goccio d'olio a crudo e una spolverata di pepe nero.

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Etichette: Ricette

6 I bambini degli altri

Scrivo questo post dopo aver passato quasi tutta la notte col mio piccolo, che non riusciva a dormire, poi era noioso (in braccio no, lettone no, lettino no, il latte no, il ciuccio no -ma quello non l'ha mai preso in 7 mesi, perché avrebbe dovuto iniziare stanotte?)
Alla fine, è crollato e sta ancora dormendo (lasciamo perdere che per me invece la sveglia è suonata alle 7)

Detto questo, ho pensato che i bambini che

come li metti giù dormono, sempre, in qualunque posto e in qualsiasi posizione;

dormono dal primo giorno tutta la notte;

dormono nel lettino, in cameretta;

si addormentano (dal primo secondo di vita) da soli nel lettino, senza nessun aiuto; 

arrivati allo svezzamento mangiano tutto senza problemi (e anzi si arrabbiano se non gliene dai ancora)

sono sempre i bambini degli altri :)

Anzi ringrazio pubblicamente tutti quelli che si sentono in dovere di dire che a loro "no, mai successo, anzi..."

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Etichette: Bambini

5 I bambini e l'imprevedibilità

22 March 2011

Premetto che sono mamma di due bambini, il primo di 6 anni e il secondo di 6 mesi.

Se mi ci fossi messa d'impegno, non credo che avrei potuto farli più diversi l'uno dall'altro ;)

Fisicamente: il primo mediterraneo, castano, occhi gradi e neri; il secondo slavo (come il papà), biondo con occhi azzurri.

Il primo da neonato era molto regolare e abitudinario (negli orari, fin da subito, mangiava ogni 3 ore spaccate e dormiva a intervalli regolari); ha iniziato a mangiare la pappa a 6 mesi e ha mostrato di gradire fin da subito (lasciamo perdere che ora invece va molto a periodi: le verdure no, quello che è verde (!!!) no, carne e pesce no ("perché sono esseri viventi": tutto mamma sua :)) e ovviamente ogni settimana cambia idea)

Il secondo, assolutamente senza regole (in senso buono!), non ha orari definiti, o meglio non come il fratello; a differenza del fratello non ha mai preso né ciuccio né biberon, la pappa la schifa in modo totale, qualsiasi cosa gli prepari non mostra grande interesse (gli gnocchi alla romana, la pasta coi broccoli, la pizza e la focaccia invece erano di suo gradimento!)

Insomma tutto questo per dire che

1 non si finisce mai di imparare

2 dopo il primo figlio si pensa di aver capito tutto

3 arriva il secondo e ci si rende conto di non aver capito niente :)

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Etichette: Bambini

4 Propositi per il 2011

Sì lo so che normalmente si pensa ai propositi per l'anno nuovo a inizio anno, io in effetti è un po' che ci pensavo, ma solo ora ho anche deciso di mettere i propositi in pratica.
Che poi tutto si riduce a un proposito solo: salvaguardare l'ambiente (e con quello che è successo in Giappone, direi che il minimo è che tutti, nel proprio piccolo, cerchino di fare il possibile -se non altro per non aggiungere altri problemi a quelli già esistenti ;))

Nella pratica cosa vuol dire qui in casa mia salvaguardare l'ambiente?

Dividere i rifiuti: lo facevamo già, ora cercherò di stare ancora più attenta.
Waste not: cercare sempre di utilizzare gli alimenti in frigo/dispensa, prima di comprarne di nuovi; fare una spesa "ragionata"; riutilizzare gli avanzi. In questo modo si riducono i rifiuti e il portafoglio ringrazia ;)

Usare lampadine energetiche (quelle classiche tanto non sono nemmeno più in commercio)

Cercare di usare la macchina solo se necessario (qui dovrei convincere anche il marito, più restio :))

Usare i pannelli solari e/o il camino (ma si spera in autunno, a questo punto ;))

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Etichette: 2011, Ambiente

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