Qualche giorno fa ho aperto una scatola che avevo in cantina, una delle ultime rimaste dal trasloco e ritrovo tutti i miei libri di scuola.
E così ho riguardato i miei appunti e mi sono ritrovata in quinta liceo, l'anno per me più bello anche se faticoso, a studiare per la maturità. E ho ripensato a quanta fatica fatta per farmi piacere soprattutto la letteratura, che all'epoca trovavo di una noia mortale (ero più per le materie scientifiche in effetti).
Sfogliando arrivo tra i poeti del Novecento, Montale, e trovo questa, in assoluto la mia preferita :
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
E ora, leggendola con gli occhi di un adulto, penso che Montale sia un vero genio, le sue parole mettono i brividi.
Se allora mi avessero detto che quasi 20 anni dopo (!!!) avrei letto una poesia per il piacere di leggerla e soprattutto mi sarebbe piaciuta così tanto, non credo gli avrei creduto ;)
9 Come si cambia
31 March 2011
Etichette: ricordi, riflessioni
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